cornice in alto a sinistra L'arte della pesca














 

Il mulinello

Mulinelli

 

MULINELLI - Caratteristiche di base di un buon mulinello

Senza il mulinello non esisterebbe lo spinning. Da <to spin> ovvero riavvolgre, arrotolare deriva il termine che definisce il nostro tipo di pesca. Ne esistono di pesi diversi, con 10 cuscinetti o senza cuscinetti con il notolino guidafilo in titanio o in acciaio con ingranaggi in plastica, acciaio, bronzo, ottone con frizione lineare o logaritmica con doppia molla o senza molla da poche decine di Euro a qualche migliaia di Euro.

Iniziamo subito a toglierci il dente e diciamo che eventuali "limiti" del mulinello, ai quali possiamo sopperire in qualsiasi altro tipo di pesca (passata, inglese, pesca in laghetto ecc), nello spinning non possiamo permetterceli !. Il mulinello, sia esso a bobina fissa o rotante deve assolvere alla funzione essenziale del <to spin> ossia dell'avvolgimento del filo dopo il recupero e questo per garantire al ns. artificiale la piu' efficace azione di pesca. Difficilmente un mulinello "economico" sara' adatto per la pesca a spinning. Nella pesca a spinning il mulinello deve essere di qualita' , anche nei dettagli, ed avere delle ben precise caratteristiche. Basti pensare che se in una pescata di 4 ore all'inglese lancieremo e recupereremo (con relativa apertura e chiusura dell'archetto) mediamente 20-30 volte, in una uscita a spinning nelle stesse 4 ore eseguiremo le stesse operazioni non meno di 200 o 300 volte. Va' da se' che se i materiali non sono di ottima qualita' si usureranno,usureranno il monofilo e ci costringeranno alla sostituzione di componenti se non dell'intero mulinello.

Il mulinello nella fase del <TO SPIN> deve animare il ns. artificiale, fargli superare gli ostacoli e farlo arrivare davanti al naso del ns. predatore.

Su tutti i mulinelli o almeno sulla confezione appare la scritta "spinning reel" ma attenzione questo non significa affatto che il mulinello e' adatto per la pesca a spinning. Questa scritta e' su tutti i mulinelli !!!!. Come detto un buon mulinello da spinning deve soddisfare a precisi requisiti primo fra tutti la qualita' costruttiva. Il continuo stress a fatica a cui e' sottoposto nella pesca a spinning ci costringe a spendere qualche soldino in piu' ma ci evitera' le usure e/o rotture classiche della molla, della frizione, degli ingranaggi. Non mi dilunghero' sulla quantita' dei cuscinetti o sulla tipologia dei materiali, lascio al lettore di studiarsi opuscoli, esplosi delle confezioni e cataloghi delle ditte costruttrici. Mi limitero' invece ad elencare le caratteristiche funzionali che un buon mulinello deve possedere.

Fludida' di recupero (alias vedi cuscinetti)

Nei mulinelli a bobina fissa reattivita' nella chiusura dell'archetto e robustezza della molla

Peso limitato (vedi materiali)

Guidafilo in materiale antiabrasione

Leva di recupero ergonomica e di lunghezza adeguata

Velocita' di recupero adeguata ( meglio se >50 cm/giro in acque ferme, >70 cm/giro pescando a risalire in acque correnti)

Un paio di considerazioni sulla velocita' di recupero. Sui mulinelli spesso non e' riportata, mentre e' riportato il rapporto di recurero espresso in questo modo 5:1, 5.5:1, 6:1 ecc. Ovvero un rapporto di recuro di 6:1 significa che un giro della manovella, generera' 6 giri del filo sulla bobina. Per calcolare la velocita' di recupero dovremo fare un piccolo calcolo. Si misura il diametro medio della bobina ( in realta' la velocita' di recupero cambia con la quantita' di filo presente in bobina,, per comodita', una valutazione sul diametro medio e' una approssimazione accettabile). Si moltiplica il diametro medio per 3.1415 ed il risultato per il numero di giri del filo sulla bobina per giro di manovella. Facciamo un esempio sul nostro 6:1 con un diametro medio della bobina di 30mm:

30 x 3.1415 x 6 = 566.1 mm/giro -> ossia circa 57 cm/giro.

Altra considerazione, molti produttori sbandierano rapporti (non velocita') di recupero impressionanti per pubblicizzare i propri articoli, avvallati dalla complicita' interessata di molti "esperti", dimenticando, come visto sopra, che il rapporto di recupero non rappresenta assolutamente la velocita' di recupero. Meglio sarebbe indicare direttamente la velocita' di recupero.

Personalmente, pur riconoscendo che la velocita' di recupero e' importante, tra i fattori di un buon mulinello non la considero determinante, molto meglio un buon mulinello fluido, robusto, reattivo e di qualita', ma con una velocita' di recupero tra 50 e 60 cm/giro, piuttosto che un mulinello con una velocita' di recupero di 100 cm/giro ed una qualita' costruttiva discutibile.

Due parole sulla frizione e sulle bobine, argomento volutamente lasciato per ultimo. Diciamo subito che nelle varie tecniche di pesca (non pesco solo a spinning) lascio sempre la frizione completamente chiusa ed assecondo il pesce di taglia l'asciando l'antiritorno aperto. Stessa cosa faccio pescando a spinning quando utilizzo il mulinello a bobina fissa. Nel mulinello a bobina rotante il problema non sussiste. Considerando poi che lo spinnofilo non dovrebbe lesinare sul diametro del monofilo possiamo liquidare l'argomento frizione, importantissima invece nel Carpfishing o Catfishing dove si puo' stare per ore a lottare con la preda. Per quanto riguarda la bobina (mi riferisco al bobina fissa) questa deve consentire un avvolgimento del filo a spire ben ordinate.Nei mulinelli a bobina rotante questo avviene grazie all'aiuto del guidafilo che si muove da destra a sinistra e viceversa, sincronizzato con la rotazione della bobina.

Nei mulinelli a bobina fissa sono molto efficaci le bobine alte coniche o ultraconiche. La bobina bassa e larga e' parimenti efficace tuttavia presenta alcuni inconvenienti: l'archetto scorrendo dal basso all'alto in prossimita' del bordo della bobina, puo far sbobinare il monofilo con conseguenze che lascio immaginare. Per il resto ad ogniuno la bobina che si merita... hemmm che preferisce.

Infine non dimentichiamoci una cosa essenziale: la manutenzone del mulinello, soprattutto se utilizzato in mare o in acqua salmastra. Quindi a portata di mano cacciavite, grasso e... olio di gomito. Anche la sostituzione periodica di certi componenti soggetti a fatica come la fatidica molla di ritorno dell'archetto e' una operazione da tenere in considerazione nel nostro piccolo planning di manutenzione preventiva. Inoltre quando si acquista un mulinello, credendo magari di fare un buon affare, accertarsi che vi sia la disponibilita' di eventuali pezzi di ricambio. Il rischio e' che dopo una stagione di pesca il mulinello vada a fare bella mostra di se' , in un angolo del nostro box.

MULINELLI - A bobina fissa

Di gran lunga e' il tipo di mulinello piu' utilizzato dalla maggioranza dei pescatori Italiani. Quasi un plebiscito.

Ne esistono fondamentalmente di due tipi entrambi adatti allo spinning: con la bobina coperta e con la bobina scoperta. Il primo ha il vantaggio di evitarci sbobinamenti e parrucche, per contro la velocita' di recupero non e' elevatissima e la carenatura puo' creare una certa abrasione del filo, inoltre lo sfregamento del filo sulla carenatura, oltre a provocare la abrasione del filo, puo' pregiudicare la lunghezza di lancio. Il secondo e' probabilmente il piu' utilizzato, non credo vi sia molto da aggiungere a quanto scritto in seguito sulle caratteristiche di base che deve avere un buon mulinello. Un vantaggio indiscutibile del mulinello a bobina fissa e' che spesso e' fornito con 2 o 3 bobine per cui si puo' cambiare tipologia o diametro del monofilo direttamente sul luogo di pesca sostituendo semplicemente le bobina, cosa impossibile per il mulinello a bobina rotante. Lo svantaggio maggiore del mulinello a bobina fissa e' che crea torsione nel monofilo in naylon, per cui, nonostanta la qualita' dei monofili sia nettamente migliorata, il ricambio del monofilo deve essere piuttosto frequente.

MULINELLI - A bobina rotante

I mulinlli a bobina rotante presentano molte delle caratteristiche di base che deve avere un buon mulinello. Fluidita' di recupero, lanci lunghi e precisi, non provocano torsioni al monofilo. Tuttavia non riescono a prendere piede in Italia a scapito dei trazionali mulinelli a bobina fissa.Tuttavia vediamo quelli che sono i possibili problemi che un lanciatore incontrera' con un mulinello a bobina rotante (e che spesso al secondo tentativo scoraggiano il lanciatore consentendo al sottoscritto e pochi altri di acquistare dell'usato a prezzi stracciati...hehehe). E' vero che il mulinello a bobina rotante consente lanci lunghi ma solo con certe grammature. Inoltre esiste una frizione magnetica che limita la gittata dell'artificiale. Con questa frizione disinserita e senza avere preso una certa dimestichezza sull'utilizzo del pollice sulla bobina, si incappera' nella inevitabile parrucca. Quando l'artificiale avra' raggiunto l'acqua infatti, la bobina continuera' a ruotare con conseguenza facilmente immaginabili. Serve solo un po' di pratica. La manovella normalmente e' sulla destra ad eccezzione dei mulinelli prodotti per i mancini per cui dovremo abituarci a pescare all'americana. La canna infine richiede una impugnatura, un portamulinello e gli anello guida filo specifici.

Detto questo, elencati in estrema sintesi pregi e difetti, devo dire che per insidiare grosse prede con grossi artificiali, dove e' necessaria una azione fluida e regolare questi mulinelli sono di gran lunga piu' efficaci dei migliori mulinelli a bobina fissa. Serve solo un po' di allenamento e poche distrazioni durante i lanci... le parrucche sono sempre in agguato!

 
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